La narratrice di film ///

Adattamento teatrale del romanzo “La bambina che raccontava i film” di Hernán Rivera Letelier con l’attrice cilena Patricia Rivadeneira, da tempo residente in Italia, diretta da Donatello Salamina per LIFRA Produzioni di Lisa Girelli, da voce alla protagonista di questa storia, in due versioni: una in italiano e l’altra in lingua spagnola.Lo spettacolo incrocia il linguaggio del teatro con quello del cinema in un dialogo permanente tra realtà e fantasia. L’attore, il film e il testo si materializzano e s’incarnano in una danza continua di impressioni, che lasciano un solco profondo nella nostra memoria.

La narratrice di film parla ovviamente di cinema, ma parlando di cinema parla anche dei nostri sogni, e parlando dei nostri sogni parla soprattutto della nostra vita.

In questo caso parla della vita  di una bambina in un villaggio di minatori nel deserto di Atacama, nel nord del Cile. Parla di una bambina cha ha il dono di raccontare i film, e attraverso i film parla dei suoi sogni e della sua vita, che è anche la nostra.

In scena vediamo una donna  su un palco vuoto che ci racconta la storia di questa bambina e le sue parole si materializzano. Maria Margaritapatricia è la figlia minore di 4 fratelli maschi, suo padre, un ex minatore, organizza un concorso e i cinque fratelli concorrono per un posto in prima fila al cinema, l’unica distrazione del villaggio. Così Maria Margarita, “la femmina della famiglia” vince il concorso aggiudicandosi la possibilità di andare al cinema tutte le volte che vorrà, per poi raccontare il film a tutta la famiglia. Nelle sue mani, nel suo volto e nelle sue parole rubate al grande schermo, prenderanno vita personaggi come Gene Kelly in “Singing in the rain”, Jerry Lewis in “The errand boy” passando per l’affascinante Marilyn Monroe. Da quel momento la scena si trasforma colorandosi della magia dei film.

Volevo diventare un’artista, una vera e propria artista…” dice Maria Margarita “..con le mie narrazioni riuscivo a strapparli da quella aridità della loro vita, trasportandoli verso mondi meravigliosi, pieni d’amore e di avventure“. Una storia fatta di scelte e speranze con un finale a sorpresa in cui la protagonista, questa donna del deserto, ci farà vivere la storia della “bambina che raccontava i film“, la vita di una donna divenuta racconto, un racconto che dura una vita e che ricomincia ogni giorno quando il sole nasce sulla terra.

Lo spettacolo nasce da un’adattamento teatrale del romanzo “La bambina che raccontava film” di Hernán Rivera Letelier (in Italia edito da Mondadori e tradotto in oltre 15 lingue), un lavoro emozionante e delicato che unisce il cinema con l’arte della tradizione orale.

“La narratrice di film” mette in scena una nuova forma di teatro capace, attraverso l’ausilio delle moderne tecniche di sovratitolazione e contributi video, di rendere totalmente accessibile lo spettacolo sia a un pubblico straniero che a un pubblico con disabilità sensoriali.

Se la vita è fatta della stessa materia dei sogni, si può dire anche che la vita è fatta della stessa materia dei film. Raccontare un film è come raccontare un sogno. Raccontare una vita è come raccontare un sogno. Oppure un film. (Hernán Rivera Letelier)

 

  

 

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